
La vera storia di "piccolo Claudy" Vorilhon, ora noto come "Sua Santita' Rael" di Rick Ross,
con l'aiuto fornito da Gildas Bourdais. - Marzo 2003
Chi e' "Rael", l'originale uomo di mezza eta' con quella stravagante tuta e la coda di cavallo?
Il sig. Vorilhon ha creato un mito sulla sua nascita, sulla sua vita e sull'eventuale realizzazione come "profeta" mondiale, eventuale "redentore" e/o "messaggero" interplanetario.
Ma qual'e' la vera storia che sta dietro a questo strano signore che e' diventato
una curiosita' per i media?
I giornalisti francesi hanno frugato nel passato del sig. Vorilhon. Quella che segue
e la sua biografia messa insieme da vari articoli di giornale pubblicati e/o recuperati di recente.
Le interviste ai membri della sua famiglia dipingono un ritratto enormemente differente dell'uomo che ora insiste per essere chiamato "Sua Santita' Rael" come condizione iniziale per ottenre un'udienza o un'intervista.
Il sig. Claude Vorilhon e' nato nel 1946 a Vichy, nel "Massiccio Centrale", un' area interna della Francia famosa per i vulcani. Ha trascorso la sua infanzia in Ambert, una piccola citta' che allora contava 7.500 abitanti. La famiglia Vorilhon aveva vissuto ad Ambert per generazioni e possedeva una ditta di tessuti.
Lo scandalo, pero', circondo' la nascita di Claude.
Colette, la sua mamma, ebbe una relazione durante la Seconda Guerra Mondiale con
un uomo indicato come "Marcel X." Era un uomo sposato e da questa
relazione nacque Claude, un figlio illeggittimo. Marcel era un profugo
dall'Alsazia, zona a est della Francia.
La Germania si e' annessa questa regione durante la guerra e di conseguenza
la vita di Marcel divento' a rischio a causa del suo retaggio ebraico. Il Massiccio Centrale
offriva possibilita' di salvezza per gli Ebrei che sfuggivano gli orrori dei campi di concentramento
nazisti.
Marcel aveva una fabbrica per la lavorazione del legname in Alsazia dove ritorno' alla fine
della guerra. Abbandono' Colette e Claude, ma continuo' a vedere la mamma e fecero anche dei viaggi.
Colette, alla fine, lascio' Claude da una zia.
La stampa francese ha intervistato in modo estensivo i membri della famiglia di Claude Vorilhon. Nel giornale della domenica "Le Journal du Dimanche" del 5 gennaio 2003, la giornalista Emmanuelle Chantepie racconta il suo incontro con la zia del sig. Vorilhon, Therese, che ora ha 87 anni. Ha cresciuto il sig. Vorilhon con sua madre, in Ambert.
Therese dice che il sig. Vorilhon era un ragazzo gentile e gli e' ancora molto affezionato
e lo chiama "piccolo Claude". La donna non ha mai avuto figli e ha cresciuto Claude come se
fosse un suo figlio.
Ma Therese ammette che il "piccolo Claude" a volte sembrava andare troppo lontano. Dice:
"Per esempio, quando rivendica di essere nato dall'unione della sua mamma Colette con un
extraterrestre." Quando il sig. Vorilhon dice quelle cose, la vecchia signora lo chiama
"citrullo".
Therese ha ripetuto le stesse cose ad un'altra giornalista, Francois Vignole del popolare giornale
francese "Le Parisien" il 15 gennaio 2002.
E la mamma del sig. Vorilhon? Che ne pensa di suo figlio ora? Colette Vorilhon durante
l'intervista ha scelto di nascondere il volto. Apparentemente si vergona di suo figlio.
Il giornalista Herve' Bouchaud in un programma presentato da Bernard de la Villardiere e trasmesso
tre volte dal network M6 il 10 aprile 2001, il 14 aprile 2002 e il 14 gennaio 2003 ha intervistato
la signora Colette per la TV francese.
Bouchaud sprona la signora con "Non mi dica che lei e' stata inseminata da un extraterrestre!". Colette
ha risposto ridendo: "Chi lo sa? Come la Vergine Santa? Un angelo e' entrato dalla mia finestra. Io
dormo con la finestra aperta!".
La zia Therese sembra non stimare Colette, ha fatto commenti negativi su di lei ai giornalisti
Chantepie e Vignolle. "Therese" ha confidato: "Era cattiva."
Sembra che la zia del piccolo Claudio capisca che suo nipote ha sofferto a causa di una
situazione familiare instabile. La mamma mando' via il piccolo Claude e spesso litigavano quando si
incontravano.
Il padre del sig. Vorilhon mori' quando questi aveva 15 anni. La mamma lo costrinse ad
abbandonare gli studi, ando' a Parigi sperando di diventare un animatore imitando il famoso
cantante Jacques Brel ed usando il nome Claude Celler. Non ebbe successo. Non molto tempo dopo
questo insuccesso Claude incontro' Christine che sposo' nel 1971.
La signora Christine amava Claude ma negli anni successivi
l'incredibile ego del sig. Vorilhon aumento' e divenne insopportabile. Il matrimonio fini' nel 1985.
Christine dice che "e' stata completamente distrutta da suo marito", non ha avuto niente dal matrimonio
e nonostante le notevoli entrate ottenute dal cosiddetto movimento raeliano, "Claude non ha mai
fatto nulla per me".
Gia' molto prima dell'amaro divorzio, Claude Vorilhon aveva gia' cessato di vivere con la famiglia prendendo il nome d'arte "Rael". L'ex signora "Rael" sta cercando di ricostruirsi una vita e spera di rimanere anonima. "Non voglio essere assillata dai suoi seguaci. E' una setta pericolosa" mette in guardia Christine.
Prima di diventare "Rael" il signor Vorilhon fece un altro tentativo per ottenere successo.
Quando ancora era sposato e viveva in Clermont-Ferrant, la principale citta' del Massiccio Centrale,
fondo' una piccola rivista di corse automobilistiche chiamata "Auto Pop". Secondo un vecchio amico,
il sig. Patrice Verge's, la rivista era un giornalaccio difatti chiuse i battenti nel 1973.
Dopo questo ulteriore insuccesso il sig. Vorilhon si e' imbarcato nell'avventura di "Capo di un culto".
Il sig. Vorilhon inizio' a raccontare fantastiche storie di incontri con esseri alieni che gli
avrebbero dato importanti messaggi per l'umanita'.
Questi annunci
sensazionali gli procurarono l'attenzione dei media. Da quel momento in avanti il sig.
Vorilhon divento' ossessionato, intossicato dall'esigenza di ottenere l'attenzione dei media,
che sembra essere diventata per lui una mania.
Il sig. Vorilhon apparve in "Le Grand Echiquier" un programma francese del 1974. Dopo quell'apparizione
ricevette migliaia di lettere da persone che probabilmente sono poi diventate l'inizio del
"culto".
Rolando, un amico d'infanzia, abita ancora ad Ambert e fu intervistato dalla televisione francese. A M6 TV, Rolando ricorda una serata di alcuni anni fa in compagnia del sig. Vorilhon. Durante questo incontro i due signori parlarono apertamente. Rolando chiese a Claude se aveva mentito a proposito dell'incontro con gli esseri alieni. Claude sembra abbia risposto "Si, ho mentito, ma tu lo sapevi e io non ti devo insegnare nulla!" Prosegunedo, spiego' che non aveva mai visto "nessun omino verde" ma che la storiella lo aveva aiutato ad ottenere l'attenzione e la fama che voleva.
Il sig. Vorilhon ed i suoi seguaci hanno affermato che il numero dei raeliani e'
molto elevato. In realta', in Francia, il movimento ha ottenuto un gran successo. Secondo un
funzionario francese appositamente destinato a seguire sette sospette, in Francia ci sono meno di un
migliaio di raeliani.
Sembra che le autorita' francesi siano interessate alle finanze del gruppo e al pagamento delle
tasse. Alcuni raeliani hanno seri problemi legali.
Secondo Christophe Dubois, riportando un articolo di "Le Parisien" del 15 gennaio 2003,
fonti ufficiali dicono che ci sono non meno di cinque casi di abusi sessuali attualmente
sotto indagine e che interessano i raeliani.
Il sig. Vorilhon ha avuto problemi anche nei processi civili. Ha citato, nel 1991, il giornalista francese Jean-Yves Cashga per diffamazione. Ha perso e gli e' stato imposto di pagare le spese processuali. La decisione della Corte e' rimasta inascoltata e cio' ha causato grossi problemi al sig. Vorilhon che e' stato costretto ad emigrare in Canada dove ha preso la residenza ed ha ottenuto l'esenzione dal pagamento delle tasse per lo stato "religioso" del movimento raeliano.
La mamma di Claude Vorilhon ha detto recentemente ai giornalisti che non vede suo figlio dal
1996. L'ultima volta che "little Claudy" ha telefonato a casa le ha detto che aveva paura a
ritornare in Francia. Disse che le autorita' avrbbero potuto mettergli le manette.

Un gentile lettore ci ha inviato la sua opinione sul movimento gestito dal sig. Vorilhon. Volentieri la pubblichiamo.